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Acquario di Livorno - dettagli

Acquario di Livorno

LA STORIA

L'Acquario di Livorno ha sede in una struttura dal forte valore storico, artistico e architettonico della città. Costruito nel 1937 su progetto dell'Ingegnere Enrico Salvais con la collaborazione di Luigi Pastore, è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale, successivamente riedificato e aperto al pubblico. Chiuso nel febbraio 1999, il 31 luglio 2010 riapre al pubblico dopo la fase di restauro iniziata nel 2007 a cura di Opera Laboratori Fiorentini e sarà gestita da parte di Costa Edutainment.

L'Acquario è situato sul Lungomare di Livorno accanto alla Terrazza Mascagni, una posizione privilegiata di forte impatto emotivo e scenografico, tanto da essere individuata come punta di diamante del litorale toscano e promossa attraverso lo spot istituzionale della Regione Toscana.
Il valore storico e artistico della struttura si intreccia con importanti caratteristiche del territorio su cui sorge: la Costa degli Etruschi, con un legame al tema dell'archeologia, l'arcipelago toscano e il Santuario dei Cetacei di cui questo tratto di costa fa parte, con un legame al tema del mare e della natura, la tradizione artistica della città che ha dato i natali tra gli altri a Mascagni e Modigliani, con un forte legame con l'arte.

 IL PERCORSO DI VISITA DELL'ACQUARIO DI LIVORNO

1. La sala Diacinto Cestoni
La visita inizia nella Sala Diacinto Cestoni, biologo del '600 cui è intitolata la struttura. Egli compì numerosi e interessanti studi di carattere scientifico, con e senza l'ausilio del microscopio, applicando il metodo di indagine sperimentale e fu il primo a scoprire l'appartenenza dei coralli e delle spugne al mondo animale.
La sala introduce il visitatore nel Mar Mediterraneo, con le sue forme e i suoi colori sorprendenti per condurlo in un viaggio nella biodiversità. Ad accompagnarlo in questa esplorazione la mostra fotografica "Mare nostrum" di Roberto Rinaldi, campione italiano di fotografia subacquea, fotografo ufficiale dell'Equipe Cousteau e famoso per aver partecipato come fotografo ad altre importanti spedizioni quale l'esplorazione delle grotte allagate nelle profondità di un ghiacciaio patagonico, o la spedizione in barca a vela alla Penisola Antartica per fotografare la pericolosa Foca Leopardo.


2. Il presente del Mediterraneo
La costa degli Etruschi
La visita prosegue verso le vasche che rappresentano La Costa degli Etruschi da dove inizia un'immersione virtuale che porta a conoscere i principali ecosistemi sommersi delle nostre coste, dalle acque più superficiali, per arrivare alle profondità marine e al mare aperto.
Questa sezione del percorso presenta una prima grande vasca che consente al pubblico di scoprire i fondali di questo tratto di costa che si snoda da Livorno al promontorio di Piombino e gli animali che lo popolano con specie quali donzelle pavonine, orate, castagnole, saraghi, mormore, gallinelle.
Si prosegue verso la vasca tattile che consente al visitatore di accarezzare razze, per provare l'emozione di un contatto diretto con questi animali imparando ad avere alcune attenzioni per il loro benessere, accarezzandoli delicatamente solo sul dorso, evitando gli occhi e le aperture branchiali.

Il mare aperto
La seconda sezione del percorso conduce in mare aperto con una grande vasca che ospita diversi esemplari di squalo grigio.
Attraverso questa vasca, viene presentato l'ambiente di mare aperto e gli adattamenti che le specie che lo abitano hanno sviluppato nel tempo: sempre in movimento nelle acque libere, molti di questi animali sono nuotatori efficientissimi, presentano un corpo affusolato, pinne caudali sviluppate e una muscolatura potente: spesso presentano una colorazione scura sul dorso e chiara sul ventre, detta contrombreggiatura che gli consente di mimetizzarsi proteggendosi da eventuali predatori.

Il fondale sabbioso
La vasca successiva è dedicata ai fondali sabbiosi: formati principalmente da granelli di rocce, conchiglie fango, ghiaia e ciottoli, si caratterizzano per un'acqua meno trasparente, a causa della sabbia sollevata dal moto ondoso e da un popolamento ricco, seppur a volte mimetizzato e nascosto sotto la sabbia. Questa vasca ospita trigoni, gattucci.

Il fondale roccioso
La visita prosegue verso una galleria che, attraverso una serie di piccole vasche, riproduce la costa rocciosa del litorale livornese: un ambiente ricco di vita e di luce e dalle condizioni ambientali estreme dovute al moto ondoso. Il pubblico può osservare da vicino le strategie che animali e vegetali adottano per ancorarsi o aderire alle rocce colpite dalle onde e per sopravvivere a periodi di emersione dovuti alle maree.
In questa sezione, viene riprodotta anche una piccola prateria di posidonia, pianta acquatica fondamentale per la protezione e stabilizzazione delle coste dall'attività di erosione del mare.
Ospiti di queste vasche sono specie quali il corallo rosso, il pesce tamburo, la spigola, il dentice, il granchio melograno, il re di triglie.

La darsena: il porto Mediceo
Il viaggio immersivo prosegue verso il porto di Livorno con le sue fortificazioni della Vecchia Darsena costruite dai Medici nel Cinquecento: il visitatore passa sotto una vasca-tunnel che riproduce la parte immersa di queste fortificazioni.
La vasca, che ospita specie mediterranee - spigole, mormore, occhiate, salpe e anemoni - rappresenta una porta verso i mari del mondo da dove si parte alla scoperta degli ambienti marini lontani.


3. Area bambini
Prima dell'ultima sezione del percorso vasche, viene attrezzata un'area bambini dove le famiglie possono sostare per un momento di relax prima di proseguire la visita. È in quest'area che verranno sviluppate attività dedicate al target bambini in linea con il format edutainment di Costa Edutainment.


4. Passato e futuro del Mediterraneo
Le scogliere coralline
Passando idealmente attraverso lo Stretto di Gibilterra, si raggiungono le coste atlantiche europee e gli ambienti subtropicali delle coste africane, mentre attraverso il Canale di Suez si raggiunge il Mar Rosso per immergersi negli straordinari ambienti tropicali di scogliera corallina.
Le scogliere coralline sono uno degli ecosistemi più ricchi di vita del Pianeta, paragonabili, per varietà di specie, solo alle foreste pluviali tropicali. Pur occupando lo 0.3% della superficie degli oceani, esse ospitano il 25% di tutte le specie marine.
Le vasche di questa parte del percorso riproducono piccoli tratti di scogliera corallina del Mar dei Caraibi, dell'Oceano Pacifico, dell'Oceano Indiano e del Mar Rosso e ospitano tra gli altri pesci pagliaccio nei loro anemoni, pesci scorpione, pesci angelo, cernie, pesci chirurgo.

Il Mar Egeo
Proprio attraverso il Mar Rosso si rientra nel Mar Mediterraneo, per affrontare attraverso una piccola vasca il tema del fenomeno conosciuto come "tropicalizzazione": negli ultimi anni, nel nostro mare si sono stabilite molte specie animali e vegetali di origine tropicale e atlantica in parte a causa degli effetti del riscaldamento globale.

L'area marina archeologica greco-romana
Il viaggio nel Mar Mediterraneo si conclude con l'area marina archeologica greco-romana che costituisce una delle peculiarità della struttura: all'interno di una grande vasca si trova infatti la riproduzione di un relitto di una nave romana ritrovato negli scavi archeologici effettuati vicino alla stazione di Pisa. La vasca, visibile dai quatto lati, riproduce i fondali tipici dell'arcipelago toscano, che ospitano un'elevata varietà di ambienti. In questa vasca, i visitatori potranno ammirare esemplari di cernie dorate, bianche e di fondale, murene, aquile di mare, scorfani rossi e altre specie tipiche mediterranee. Per poter ammirare la vasca con maggiore calma e tranquillità, i visitatori possono accomodarsi sulle sedute allestite su uno dei lati della vasca e che costituiscono una sorta di piccola platea per assistere allo "spettacolo" naturale riprodotto nella vasca.


5. Il primo piano: l'approfondimento culturale e artistico: la mostra"KOSMOS: il cielo e le stelle dall'antichità a Galileo" 
ideata dal Museo Galileo, Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, è parte integrante del percorso di visita congiunto all'esposizione acquariologica.

La mostra, curata da Giovanni Di Pasquale con il supporto di Giorgio Strano, propone al visitatore un viaggio nella scienza del cielo e nell'immaginario astronomico, mettendo in evidenza le relazioni della cosmologia con le altre espressioni del pensiero così come le risposte che ha offerto a speranze, paure e bisogni pratici dell'umanità.

Si parte dalle stupefacenti conoscenze degli astri già acquisite, millenni prima dell'Era Cristiana, dai popoli della Mesopotamia e del delta del Nilo, si passa attraverso i contributi delle civiltà greco-romana e araba, del Medioevo cristiano e del Rinascimento, per arrivare alla svolta epocale prodotta dalla rivoluzione astronomica annunciata da Niccolò Copernico, consolidata da Galileo e portata a compimento da Kepler, Cartesio e Newton

 

 

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